Anemia: Cosa mangiare e gli alimenti da evitare

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La condizione di talassemia, come abbiamo visto nella sezione generale, è ereditaria e di natura genetica, motivo per cui non esiste una cura a questa patologia, quindi un modo per risolverla definitivamente.

I pazienti talassemici possono tuttavia avere una vita normale, anche se continuamente monitorata dagli specialisti, e un occhio di riguardo deve essere dato all’alimentazione, che bisogna assolutamente seguire con attenzione ed eventualmente, con l’aiuto di un dietologo o un nutrizionista a cui spiegare il problema. Pertanto analizziamo bene la situazione per l’anemia mediterranea.

Attenzione al ferro

Nella talassemia, l’elemento che è pericoloso assumere per via alimentare è il ferro. Il paziente talassemico infatti è sempre a rischio di una situazione chiamata sovraccarico di ferro, dovuta al fatto che il ferro rimane accumulato nel sangue.

In condizioni normali, infatti, questo elemento viene assorbito dagli alimenti di pari passo a come viene eliminato dall’organismo; quello che è in circolo viene utilizzato nella sintesi dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi che trasporta l’ossigeno. Il talassemico ha poca emoglobina, e di conseguenza la produzione di globuli rossi non richiede il ferro che sarebbe richiesto nell’organismo di un paziente sano, così che si accumula.

Non solo: per ovviare alla mancanza di emoglobina, il paziente subirà delle trasfusioni di sangue, che immetteranno il ferro del donatore nel loro sangue, quantitativo che va ad aumentare ancora il sovraccarico.

Troppo ferro in circolazione può portare a problemi lievi come la debolezza o la nausea, ma anche gravi come i problemi cardiaci (insufficienza cardiaca) e cirrosi epatica, a causa della troppa presenza in circolo dell’elemento: è per questo che è molto importante l’attenzione all’alimentazione.

Che cosa deve evitare di mangiare un talassemico?

In linea generale, il paziente talassemico deve evitare tutti gli alimenti che contengono ferro, o quantomeno assumerne con moderazione, mentre dovrà cercare il più possibile di diminuire il ferro assunto con l’alimentazione.

Tra gli alimenti particolarmente ricchi di ferro troviamo sicuramente la carne, in particolare quella rossa, il pesce ed alcuni alimenti vegetali che lo assorbono dal terreno, come patate, asparagi, lenticchie: visto che può essere difficile sapere quali alimenti ne contengano e in quali quantità, sugli alimenti è generalmente presente (e sarà obbligatoria dal 14 Dicembre 2016 per effetto del Reg. CE 1169/11) l’etichettatura nutrizionale, che ci fa capire se un alimento è ricco o povero di ferro; in alternativa, si possono cercare gli alimenti “materie prime”, ossia gli ingredienti di base, sul sito dell’Istituto Nazionale di Nutrizione, il sito INRAN, per avere un’idea del quantitativo di ferro contenuto nell’alimento.

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Tale sito è molto semplice da utilizzare. È infatti sufficiente entrare nella pagina indicata sopra, e troveremo tre campi da riempire. Dobbiamo riempire solo il secondo, scegliendo come nutriente “Ferro”, quindi utilizzare il tasto “Cerca”: ci verrà mostrata una grandissima lista di alimenti, ordinati in base al contenuto in ferro, dal più alto al più basso.

Chiaramente, i primi alimenti della lista sono quelli che dobbiamo evitare, mentre quelli che si trovano in basso (con tracce “tr.”, che sta per “trascurabili”, di ferro) li possiamo mangiare senza alcun problema. È chiaro che tutto dipende anche dal quantitativo di alimento che mangiamo; le quantità mostrate valgono per 100 grammi di prodotto, per cui possiamo controllare, in base al peso dell’alimento, quanto ferro abbiamo assunto.

Per il limite massimo giornaliero, le cose cambiano da persona a persona e solo un medico, valutando la nostra situazione (le analisi del sangue), può indicarci il quantitativo massimo da assumere: quando sapremo il valore del quantitativo per noi, potremo contare esattamente quanti alimenti poter mangiare ogni giorno; fino a quel momento, meglio consumare alimenti che si trovano nella parte più bassa della lista.

Chiaramente, tanto meno ferro contiene il prodotto, quanto più sarà consigiato consumare quell’alimento: latte e i latticini ne contengono poco, così come la carne bianca ne contiene meno di quella rossa, ad esempio, e queste sono regole generali da seguire sempre, in linea di massima.

Ma il ferro contenuto non è quello che viene assorbito: solo una parte del ferro alimentare viene assorbita dal sangue, anche se ci sono degli alimenti che possono aumentare o diminuire l’assorbimento.

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In assoluto, gli agrumi e la loro vitamina C (limone e arancia in primis) aiutano maggiormente ad assorbire il ferro (lo modificano chimicamente ad una forma più facilmente assimilabile), per cui gli alimenti ricchi di ferro in combinazione con l’agrume vanno evitati.

Se si vuol mangiare un’arancia si può, ma lontano dai pasti e assolutamente non dopo aver mangiato la carne; lo stesso vale per i succhi di frutta. E bisogna fare particolarmente attenzione a combinare uovo e agrumi, visto che l’uovo è ricchissimo di ferro e il succo di limone (c’è chi ce lo mette) ne amplifica l’assorbimento, per cui può essere pericoloso per un talassemico.

Meglio invece consumare prodotti ricchi in ferro con alimenti che ne limitino l’assorbimento: tra questi ci sono i cereali, come il grano, per cui pane e pasta sono ottimi rimedi per limitare l’assorbimento; anche qui, sempre fare attenzione ai cereali più particolari (Kamut, quinoa, malto) perché potrebbero contenere tanto ferro anch’essi ed essere quindi inutili ai fini della prevenzione. I cereali diminuiscono anche l’effetto della vitamina C degli agrumi.

Una buona idea per ridurre l’assorbimento è quella di bere a fine pasto del tè con il latte, ma senza limone: sia il tè (le foglie) che il latte sono alimenti in grado di limitare l’assorbimento di ferro, e a fine pasto permettono di diminuire il ferro assorbito durante lo stesso.

Attenzione infine agli utensili da cucina: quando siamo in casa, evitiamo pentole in ghisa o comunque in materiale contenente ferro (l’acciaio, che essenzialmente è ferro). Preferiamo l’alluminio che è un’altro elemento, o le padelle in ceramica, che nel caso liberino sostanze negli alimenti quantomeno non libereranno ferro, evitando così di aggravare la situazione.