Recensione di Keto Slim Fit: Analisi approfondita di questo integratore dimagrante

di | 21 Ottobre 2019

Keto Slim Fit è uno degli integratori dimagranti più conosciuti ed utilizzati nell’ambito della perdita di peso, infatti lo abbiamo inserito anche tra i migliori integratori dimagranti. Si tratta di un prodotto naturale che abbinato ad un’alimentazione corretta, aiuta davvero a rendere molto rapida la perdita di peso, grazie ai suoi ingredienti pensati specificamente per ottenere questo risultato.

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In questo articolo analizzeremo accuratamente gli ingredienti e il funzionamento di questo prodotto, per capire quali sono i benefici, e quali possono essere le controindicazioni a cui fare attenzione.

Keto Slim Fit: cos’è e a cosa serve

Keto Slim Fit è un integratore naturale a base di prodotti vegetali di vario tipo, che viene aggiunto ai pasti per stimolare la perdita di peso.

Keto Slim agisce stimolando la chetogenesi, cioè la produzione di corpi chetonici che, in piccole quantità, permettono di stimolare il catabolismo lipidico, quindi il consumo degli acidi grassi; viene in questo modo persa la massa grassa a favore della massa magra.

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L’assunzione permette di evitare l’assorbimento dell’energia rapidamente disponibile, cioè dei carboidrati, evitando in questo modo il picco glicemico; così il corpo, trovandosi in un deficit di energia, inizierà (più rapidamente del normale) a consumare i grassi, che potranno essere utilizzati per la normale attività della giornata, perdendo in questo modo massa grassa.

Un’assunzione regolare del prodotto, unita all’attività fisica (che permette di consumare il grasso in uscita dal tessuto adiposo, evitando che si possa depositare nuovamente) e ad una dieta moderata in calorie consente di accelerare la perdita di peso, rendendola una realtà in poco tempo.

Gli ingredienti

Gli ingredienti di questo prodotto sono principalmente quattro, tutti di origine vegetale, che contribuiscono in sinergia a massimizzare la perdita di peso.

  • La faseolamina: si tratta di un estratto del fagiolo bianco, che ha la capacità di inibire l’assorbimento dei carboidrati nell’intestino. In questo modo, anche se nel pasto sono compresi molti carboidrati, la maggior parte non verranno assorbiti nell’organismo; in questo modo sarà quindi possibile evitare il picco glicemico tipico della fase successiva al pasto e, soprattutto, “costringere” l’organismo in leggero deficit di zuccheri ad utilizzare i grassi, stimolando così la chetosi.
  • Il tè verde: si tratta di una pianta molto conosciuta, che ha la capacità di stimolare la secrezione di adrenalina, a causa del suo contenuto in caffeina; rispetto al normale caffè, tuttavia, la molecola è concentrata ma non ha gli effetti collaterali tipici della tostatura (la formazione di acrilammide, molecola cancerogena). La secrezione di adrenalina stimolata dal tè verde spinge l’organismo in una direzione catabolica, cioè lo spinge a consumare maggiormente le proprie riserve di energia, sotto forma di grasso, spingendo la perdita di peso.
  • L’alga spirulina: si tratta di un’alga, ampiamente utilizzata, nota soprattutto per il sui effetto saziante. La sua assunzione permette di avvertire meno l’appetito, e in questo modo è possibile mangiare meno, quindi assumere meno calorie, spingendo così al massimo la stimolazione della chetosi.
  • Cannella: spezia molto conosciuta, oltre a conferire un aroma tipico ha la capacità di migliorare la velocità di transito intestinale. In questo modo è possibile evitare che il cibo rimanga troppo a lungo nell’intestino e quindi che i nutrienti vengono assorbiti. Come per l’alga spirulina, una minor quantità di nutrienti assorbiti permette di avere una minor quantità di energia a disposizione, spingendo così l’organismo a utilizzare quella che ha in riserva.

Le proprietà e i suoi benefici

L’integratore agisce principalmente tramite due meccanismi distinti.

  • Il primo meccanismo è basato sulla riduzione dell’assorbimento delle calorie assunte durante il pasto; in questo modo è possibile evitare un eccesso calorico, che aiuta anche da solo ad evitare una nuova deposizione di massa grassa. In più, riducendo l’assorbimento si evita il picco di glucosio post-prandiale, e questo induce la stimolazione della chetosi.
  • La chetosi, indotta dall’assunzione dell’integratore, si basa sul particolare meccanismo di produzione dell’energia da parte dell’organismo. Infatti le cellule del nostro corpo hanno bisogno di glucosio per poter produrre energia in modo ottimale. Quando questo viene a mancare, l’organismo si vede costretto ad utilizzare l’altra fonte energetica, ovvero i grassi, per far fronte alle proprie riserve energetiche. Limitando l’assunzione di carboidrati con la dieta è possibile quindi indurre la lipolisi, cioè la liberazione del grasso dal tessuto adiposo, che viene quindi utilizzato come energia.

Questo meccanismo è fisiologico, ed è tipico di attività fisiche molto intense (come correre una maratona); il beneficio principale dell’integratore sta nella capacità di indurre questo meccanismo con sforzi fisici molto più limitati rispetto a quelli che sarebbero normalmente necessari.

Come assumerlo per massimizzare l’effetto

Keto Slim Fit è un’integratore che agisce soprattutto sull’assorbimento dei nutrienti che assumiamo durante il pasto, limitandolo e stimolando così l’attività chetogenica.

Il momento migliore per assumerlo è, quindi, prima di ogni pasto: in dosaggi diversi in base al proprio peso e alla propria attività fisica, è possibile evitare un assorbimento eccessivo di nutrienti e stimolare l’attività chetogenica.

Il parere del medico

Dal punto di vista medico, Keto Slim Fit è basato su estratti di varie piante che non hanno mostrato alcuna tossicità; unica eccezione è la caffeina, contenuta nel tè, presente tuttavia in dosi troppo basse per poter causare problemi, a meno di esagerare di molto con il dosaggio.

I benefici per il dimagrimento della dieta chetogenica sono ormai ben documentati, anche se non dobbiamo dimenticare che per il meccanismo d’azione è importante associare l’assunzione del prodotto a una dieta poco calorica, ricca di frutta e verdura e povera di grassi e di carboidrati, in particolari i carboidrati semplici. In questa condizione, l’integratore massimizzerà il proprio effetto, spingendo la stimolazione della condizione di chetosi.

Bisogna ricordare sempre di non eccedere con il dosaggio, perché una dose maggiore non solo non ha effetti cumulativi, ma può diventare rischiosa perché, se una certa quantità di corpi chetonici è ben tollerata dall’organismo, una quantità eccessiva potrebbe rappresentare un pericolo per la salute.

Deve essere inoltre ricordata l’importanza dell’attività fisica associata all’assunzione dell’integratore: una volta che il grasso è stato liberato dalle riserve a causa del regime ipocalorico questo deve essere utilizzato dai muscoli, perché in alternativa torna nel tessuto adiposo non portando, di fatto, nessun beneficio concreto.

Infine, ricordiamo che l’assunzione dell’integratore è da evitare in gravidanza e in allattamento, nella quale una riduzione del glucosio circolante potrebbe provocare danni al feto o, in caso di allattamento, ridurre la secrezione lattea.