Anemia Sideropenica: Cos’è, Sintomi e Cause

By | 4 Maggio 2019

L’Anemia Sideropenica, o anemia da carenza di ferro, è una delle tipologie di anemia più comune nella popolazione. Si tratta di una condizione nella quale i livelli di ferro nel sangue non sono adeguati, e poiché il ferro è indispensabile per la sintesi (e il corretto funzionamento) dei globuli rossi, la sua mancanza causa una serie di sintomi.

anemia sideropenica mancanza di ferro

L’anemia sideropenica può presentarsi per diverse cause, correlate al ferro, e quando individuata deve essere risolta tramite un’apposita terapia.

Il metabolismo del ferro e l’anemia sideropenica

Per capire meglio la patologia, è opportuno conoscere il funzionamento del metabolismo del ferro attraverso l’organismo.

Il ferro è un nutriente essenziale per l’organismo umano, e si assume generalmente con l’alimentazione; si trova sia negli alimenti di origine animale (non in tutti), sia in quelli di origine vegetale, anche se può cambiare il suo coefficiente di assorbimento.

Una volta assorbito, il ferro si trova legato a delle proteine, come la ferritina, che lo trasportano in giro per l’organismo perché sia utilizzato in caso di necessità. Solo una piccola quantità di ferro rimane libera nel sangue, perché altrimenti diventerebbe tossico.

La funzione principale del ferro è quella di costituire l’emoglobina, la molecola che si trova sulla superficie dei globuli rossi e che permette il legame con l’ossigeno, che poi viene trasportato nell’organismo; se il ferro manca, il trasporto dell’ossigeno si interrompe. Alle analisi del sangue, notiamo una diminuzione dei parametri, in particolare l’emoglobina bassa (anemia ipocromica sideropenica), ma anche un abbassamento degli altri parametri; all’osservazione microscopica i globuli rossi tendono ad essere più piccoli (cosi’ detta anemia microcitica sideropenica) o ad avere forme diverse tra loro (anisocitosi) e dalla classica forma del globulo rosso sano.

Anemia sideropenica: i sintomi

Ma come ci si accorge di essere affetti da anemia sideropenica?

I sintomi di questa patologia sono legati principalmente alla mancanza di ossigeno. I più comuni sono:

  • Il mal di testa e le emicranie, frequenti e prolungate;
  • Un colorito pallido delle mucose, legato all’assenza dell’emoglobina che colora di rosso il sangue (e quindi di rosa le mucose);
  • Affaticamento, presente anche a riposo;
  • Poca tolleranza all’esercizio fisico e difficoltà respiratorie anche in seguito a sforzi brevi.

Questi sono i sintomi più comuni specialmente nelle forme a breve termine. Se la carenza, tuttavia, dura per un periodo prolungato, si può incorrere nella cosiddetta anemia sideropenica cronica, i cui sintomi sono legati alla carenza di ferro che interessa varie strutture dell’organismo.

Tra queste:

  • La perdita dei capelli;
  • L’infiammazione continua della lingua e il suo conseguente gonfiore;
  • La secchezza e la fragilità della pelle e delle unghie, che hanno la tendenza a scheggiarsi (in particolare si possono verificare le cosiddette “unghie a cucchiaio”, dovute alla mancanza di ferro;
  • Presenza di soffi cardiaci all’auscultazione da parte del medico.

La condizione deve essere risolta, perché una costante carenza di ossigeno all’interno dell’organismo causa un aggravamento sempre maggiore del quadro generale del paziente.

Anemia sideropenica: le cause

Le cause di questo tipo di anemia si possono raccogliere in due categorie: da un lato la mancata assunzione di ferro da parte dell’intestino, e dall’altro una maggior richiesta, oppure una maggiore espulsione dall’organismo di questo metallo.

La scarsa introduzione di ferro attraverso l’alimentazione è generalmente la causa più frequente, ma il problema può dipendere anche da una scarsa alimentazione generale (anoressia, bulimia), oppure dal mancato assorbimento intestinale, situazione in cui il ferro viene ingerito ma l’intestino non lo assorbe. Da notare che alcuni farmaci possono interagire con il metabolismo del ferro e ridurne così l’assorbimento.

Per quanto riguarda la maggior escrezione, alcune condizioni come la gravidanza e le mestruazioni, specie se abbondanti, causano una maggiore espulsione di questo metallo; inoltre ferite e malattie vascolari possono anch’esse causarne una dispersione.

La diagnosi e le analisi del sangue nell’anemia sideropenica

Per diagnosticare l’anemia sideropenica, generalmente a partire dai sintomi e dalla visita clinica della persona, sono necessarie le analisi del sangue, che permettono di identificare il problema e richiedere, a seconda della situazione, approfondimenti ulteriori.

I parametri più importanti sono:

  • La diminuzione dell’emoglobina, che essendo la molecola di base costituita dal ferro diminuisce sempre in presenza di anemia sideropenica;
  • Microcitosi, la diminuzione della dimensione dei globuli rossi, causata proprio dalla mancanza di emoglobina; all’osservazione microscopica i globuli rossi appaiono più piccoli del normale;
  • La diminuzione della ferritina e del ferro circolante, due parametri che rappresentano le riserve ematiche di ferro; nell’anemia da carenza di ferro, chiaramente, questi due valori risultano più bassi.

Un aiuto alla diagnosi, oltre ai valori dell’emocromo più bassi del normale, può essere dato dall’osservazione dell’analisi delle piastrine, che tendono ad essere più alte in questa patologia (si parla di piastrinosi legata all’anemia sideropenica) e ai parametri della tiroide, visto che il malfunzionamento della ghiandola può causare, appunto, un’anemia sideropenica perché interferisce con il metabolismo del ferro.

La terapia dell’anemia sideropenica

La terapia dell’anemia sideropenica deve necessariamente basarsi su due punti fondamentali:

  • Individuare e rimuovere la causa che provoca la mancanza di ferro;
  • Integrare ferro all’interno dell’organismo, ma solo dopo aver rimosso la causa che ne provocava la carenza (altrimenti sarebbe poco utile).

L’individuazione della causa della patologia, per esempio le perdite di sangue, le malattie intestinali, problemi di natura tiroidea o simili devono essere valutate necessariamente dal medico, che imposterà la terapia migliore per evitare che la carenza continui a verificarsi nel corso del tempo.

Una volta identificata, e se possibile eliminata, la causa, si procede con la reintroduzione del ferro che, nella maggior parte dei casi, è fatta per via orale; anche l’alimentazione ha una sua influenza, però vista la scarsa quantità di ferro contenuta all’interno dei prodotti alimentari è importante, almeno nelle prime fasi, l’integrazione tramite integratori specifici.

Il più comune è il solfato ferroso, praticamente privo di effetti collaterali e caratterizzato da un elevato assorbimento del ferro, per una terapia che in poche settimane riesce, in assenza di complicazioni, a reintegrare le riserve di ferro; fondamentale è però che il paziente segua in modo assiduo la terapia, perché mentre il ferro viene reintegrato viene a sua volta anche utilizzato dall’organismo, che (vista la situazione) ne ha richieste mediamente maggiori, e un’interruzione della terapia potrebbe causare un ritorno dei sintomi.

Altri integratori utili sono il gluconato ferroso e il fumarato ferroso, utilizzati come alternative perché in generale più lente nel recuperare le riserve di ferro.

L’alternativa alla somministrazione orale, utilizzata o in situazioni di carenza particolarmente gravi, oppure in situazioni in cui l’assorbimento intestinale del ferro è compromesso, è la somministrazione endovenosa, in cui il ferro viene inserito direttamente all’interno della vena. E’ una terapia più rischiosa, non utilizzata nella maggior parte dei casi perché le circostanze non la richiedono.

Solo in ultima istanza si utilizza invece la trasfusione, per la quale ci sono presupposti specifici tra cui un’anemia particolarmente grave che mette a rischio la sopravvivenza stessa della persona; lo scopo è tuttavia primariamente quello di evitare la carenza di ossigeno, gravissima nel breve periodo, e solo secondariamente quella di ferro. Questo è il motivo per cui viene utilizzata solamente in situazioni di necessità.